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Guarda che tante persone che arrossiscono poco non se ne fanno un problema, è l'esagerazione che è un problema!
Anche perchè se il flush che sale al viso è minimo è controllabile, e non esplode solo che ci pensi.
Io penso che in realtà non è una fobia, ma un reale problema fisiologico; tutti quando relazionano cercano di controllare lo stesso stimolo che in noi è esagerato ed incontrollabile.
Io ho visto vari esempi in cui non c'è una relazione diretta tra paura di arrossire e intensità della vampata. L'esempio più eclatante ce l'ho in famiglia. Mi ricordo che parlai a mio fratello della possibilità di usufruire di antitraspirante e betabloccante prima della sua discussione di Laurea, ma lui mi disse che non gl'importava. E così sudò dal viso, tra l'altro diventando rosso a chiazze, ma fregandosene. Al contempo, non è un caso se ci son psicologi comportamentisti che suggeriscono di aver a portata di mano uno specchietto, per verificare che 2 volte su 3 crediam di arrossire e invece restiam "bianchi"...
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Purtroppo con l'ets non c'è modo di regolarlo, nè il sudore nè il rossore; la cosa corretta sarebbe 'regolare' lo stimolo, ma ad oggi non è possibile, quindi si sopprime un ganglio e poi a distanza di qualche anno altri gangli innervano di nuovo il territorio corporeo denervato, avendo così uno stimolo minimo e controllabile.
Appena fai l'intervento ti ritrovi con mani e viso caldo, già dopo alcuni mesi non è più così, perchè il sistema simpatico inizia già a raggiungere la zona denervata tramite altri percorsi nervosi, per rafforzare il controllo negli anni seguenti, perciò l'iperidrosi teoricamente potrebbe sempre ritornare, soprattutto se si fa la T3 o la T4, in quanto il ganglio principale che causa i problemi a viso e mani è il T2.
Esiston vari rimedi. Proprio ad eccezione dell'ETS, sono temporanei e che quindi si posson poi modificare (come intensità o frequenza) o abbandonare. In ogni caso, direi che qui l'argomento è OT.
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mi trovi d'accordo. Eritro ed iper alla base hanno lo stesso meccanismo e anzi direi di più, sono strettamente connesse: eritrofobia come tu dici bisognerebbe chiamarla iperemia e poi se il soggetto si fissa eccetera si ha la fobia e quindi l'eritrofobia. Per l'iperidrosi è uguale, il soggetto può avere iperidrosi ma poi se si fissa eccetera ha la paura, il timore di sudare e perciò si ha la "iperidrofobia" o "sudofobia".
Se uno non si fissa e non ha paura non ha nessuna delle due.
Beh, sul fatto che bisognerebbe distinguere tra "iperidrosi" e "sudofobia" sarei d'accordo. Non sempre però è facile capire dove finisce l'aspetto fisico e inizia quello psicologico. Inoltre, i rimedi classici (quelli per cui esiste una sezione apposita qui) posson rivelarsi efficaci o meno a prescindere dalla matrice fisica o psicologica del disturbo.
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le circostanze esterne sono quelle che portano l'individuo a "stressarsi" inconsciamente.
Io però credo che ci possa esser qualcosa in più, ossia una situazione in qualche modo legata a nostri problemi d'infanzia...
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Cmq ritornando al fatto della 'fobia', è difficile che chi ha questo problema non cada nella fobia di esso; diversamente per altre fobie astratte, che realmente non c'è la base per avere 'paura' di un qualcosa.
Cioè, se analizziamo razionalmente la claustrofobia ad esempio, cosa c'è di cui aver paura a stare in un luogo chiuso?
Diversamente per chi ha questo problema, finisci per chiuderti in te stesso per evitare figure da niente.
E' vero che ci son situazioni dove oggettivamente arrossire è un problema. In generale, questo vale per situazioni dove si è sostanzialmente sotto giudizio (e questo può esser letto come segnale di timidezza o colpa), oppure si deve nasconder qualcosa.
Tuttavia, quando si ha la fobia, poi ci preoccupiam di arrossire anche in situazioni dove non è la "fine del mondo": questo perchè a volte ci sentiam in colpa, o sotto "esame", o sentiam di aver qualcosa da nascondere quando in realtà non è così...